IL PROGETTO
Passo Sacro
Cultura a porte aperte
È un progetto di valorizzazione e fruizione di beni ecclesiastici che punta alla loro completa accessibilità, sviluppato nell’ambito di un più ampio intervento finanziato dal PNRR (M1C3, intervento 2.2., “Protezione e valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale”). Protagoniste del lavoro, due chiese simbolo del territorio settentrionale del Trasimeno: la chiesa di San Vito, nel comune di Passignano sul Trasimeno, e quella di Torale, nel comune di Tuoro sul Trasimeno. L’azione complessiva ha previsto, oltre all’output di fruizione qui presentato, importanti interventi strutturali e di restauro delle numerose opere d’arte contenute in questi due gioielli lacustri.
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Apri le chiese e vivi
la tua esperienza di visita
L’App Passo Sacro
valorizzazione e accessibilità in un unico strumento multimediale
L’intervento riguardante la fruizione ha portato non solo alla realizzazione di tutta la pannellistica informativa, ma anche all’implementazione di un’App innovativa.
L’App Passo Sacro permette l’ingresso automatizzato all’interno delle chiese e la visita autonoma delle bellezze storico-artistiche in esse contenute. Attraverso un sistema codificato di registrazione ed autenticazione, che assieme al circuito di videosorveglianza salvaguarda la tutela del Bene, il fruitore accede liberamente alla chiesa potendone visitare gli interni. Una serie di pannelli esplicativi descrivono l’edificio e le singole opere d’arte: gli stessi contenuti descrittivi, accessibili a tutti, possono essere consultati anche in App, sia in formato testuale, sia in modalità audioguida.
Passo Sacro è un sistema di fruizione che rende accessibili luoghi altrimenti chiusi al pubblico, e che permette un’esperienza di scoperta intima e stimolante. Una piattaforma comunicativa moderna e classica allo stesso tempo, dove apparati multimediali innovativi e supporti fisici di consultazione dialogano in perfetta simbiosi e sintonia. Ad oggi ospita le due chiese da cui nasce il progetto madre: Passo Sacro è, però, un sistema aperto, pronto ad accogliere, in futuro, altri edifici religiosi del territorio.
Progetto promosso dalla Parrocchia di San Vito del Lago e della Parrocchia di San Michele Arcangelo in Vernazzano, con la supervisione tecnico-scientifica delle arch. Sara D’Agostina e Luisella Taralla.
Progetto di valorizzazione
e comunicazione a cura di:
Studio Naturalistico Hyla S.r.l.
In collaborazione con:
Le Fucine S.r.l. (grafica e sviluppo)
Philms (foto e video)
Hyla Maker Lab S.r.l. (produzione pannellistica)
Contenuti scientifici realizzati da:
Giovanni Riganelli
Giulia Vaira
LE CHIESE
CHIESA DI SAN VITO
La chiesa di San Vito è attestata per la prima volta nel 1361. Tra il 1489 e il 1495 ne fu realizzato il catasto, che descriveva un podere coltivato a vigneto e uliveto con annesso canneto e alcune abitazioni. Divenne parrocchia sul finire del medioevo.
Nell’area in cui sorge la chiesa, proprio accanto all’edificio religioso, spicca una torre. Questa singolare struttura, forse databile all’XI secolo (o addirittura al X), è di funzione incerta; tra l’altro, stranamente, non è segnalata nei catasti sette-ottocenteschi.
La chiesa, a pianta rettangolare, è a navata unica con abside semicircolare. Esternamente presenta un campanile a vela, una facciata a capanna intonacata con decorazioni in terracotta (XX secolo) e un portale architravato con arco a tutto sesto e lunetta (con rilievo neorinascimentale della Vergine). L'abside, con archetti pensili e cornice dentellata, suggerisce una datazione tra il XII e il XIII secolo.
Internamente, la chiesa presenta una copertura a capriate. Dell'antica decorazione resta un meraviglioso frammento di affresco tardo trecentesco; conserva inoltre diverse opere di pregio databili tra il XV e il XVII secolo. L’edificio ha subito diversi interventi nei secoli: le attuali decorazioni neogotiche della navata e dell'abside risalgono rispettivamente al 1912 e al 1951.
CHIESA DEI SANTI COSMA E DAMIANO DI TORALE
La chiesa settecentesca di Torale, dedicata ai Santi Cosma e Damiano, sostituì una struttura religiosa più antica, scomparsa: la chiesa di San Damiano di Fratta dei Becci, esistente almeno dal XIV secolo, ubicata a valle dell'attuale borgo e già talvolta indicata come intitolata ai Santi Cosma e Damiano. Nella seconda metà del '700, la chiesa antica era fatiscente. Grazie all'iniziativa e al sostegno economico del parroco Pasquale Sonnati, nel 1771 fu ricostruita più in alto, nel luogo attuale.
La nuova chiesa fu inizialmente dedicata a San Giuseppe da Leonessa. Convisse per decenni con la parrocchia più antica, ma con il definitivo abbandono di quest'ultima assunse l'originaria intitolazione ai Santi Cosma e Damiano.
La chiesa presenta un'alta facciata intonacata con portale in pietra arenaria e rosone. Sul lato sinistro si innalza il campanile a vela a doppia campana (costruito nel 1995). L'edificio ha subito diversi interventi, tra cui un restauro prolungato fino agli anni '30 a causa di precarie condizioni e nuovi lavori dopo il sisma del 1997.
L'interno della chiesa, a croce latina, termina con l'abside semicircolare decorata con finti lacunari. Le pitture parietali sono state in gran parte ridipinte nel 1930, anno in cui furono realizzate anche la decorazione del soffitto. A destra dell'ingresso si trova una lapide in ricordo di Don Pasquale Sonnati. Tra le opere esposte nella chiesa, databili dal XVII secolo in poi, si segnalano almeno due tele di Anton Maria Garbi (Tuoro sul Trasimeno 1718 - Perugia 1797).


























